Siamo partiti dalla nostra baia paradisiaca alle 7, direzione isola di Spetzes.
Per incontrare i bruxelesi: Beda Fabrizia e i ragazzi (Eileen, Freddi e Aidan) che arrivano oggi a Spetzes.
Il mare era calmo e quel poco vento veniva da poppa, aumentando man mano il caldo.
Lasciata la baia delle oche e le piccole Poros, alle 8 abbiamo virato a sud ovest la leggera brezza è arrivata piacevolmente al traverso. Su un mare appena increspato e spesso nemmeno.
Abbiamo proseguito a motore per una decina di miglia verso lo stretto tra le isole e il Peloponneso, per entrare nel golfo di Argo.
(La nave Argo parte da Volos - patria di De Chirico - qui è Argo città, dalle parti di Micene per intenderci)
Unico episodio da segnalare un aliscafo che per divertirsi/ci ci ha tagliato la rotta un po' troppo vicino.
Poi ancora mare come olio.
E qualche nuvoletta.
Dallo stretto abbiamo lanciato il messaggio "qui Donna Rosa, tutto bene" che ogni tanto mandiamo agli amici con il nostro Spot: uno strumento che misura la tua posizione costantemente e manda una mappa a un elenco di indirizzi mail.
Superato lo stretto il vento è cresciuto e ha alzato qualche onda tra Spetzes e la costa.
Nell'isola c'è un vecchio marina sempre strapieno e un porto nuovo poco ridossato per grandi yacht.
Così siamo andati ad ancorarci nella grandissima baia naturale di Porto Cheli, di fronte a Spetzes sulla costa dell'Argolide.
Sembra Hong Cong ma, dice il portolano, ha un fondo di fango buon tenitore.
30 miglia in 5 ore e mezza, ridendo e scherzando.
Scendiamo in gommone a pranzo e a cena.
Bei locali sul porto: cibo decente anche se costa il doppio che a Poros...
A bordo leggiamo (entrambi) il commissario Ricciardi.
Sentiti i ragazzi al telefono, ci siamo dati appuntamento a domattina.






Nessun commento:
Posta un commento