Venerdì 1 agosto.
"Aujourd'hui rien" c'è scritto sul diario personale di Luigi XVI alla pagina del 14 luglio 1789. Lui pare intendesse che a caccia quel giorno non aveva preso niente, ma il paradosso "epocale" è troppo forte per essere dimenticato.
Invece noi, con la scusa che era il primo giorno di Gabriella a bordo e che le vacanze in barca non devono essere traumatiche, non abbiamo fatto niente sul serio.
Io ho recuperato il sonno perduto, le ragazze hanno fatto diversi bagni, siamo andati a mangiare un'insalata greca a terra.
Eileen dice che sbriga la corrispondenza ma in realtà da da mangiare ai suoi polli su
Hay Day.
Gabriella legge il Corriere su IPad e "I fratelli Hoppermann" su carta.
Io ho finitosu Kindle il terzo de Giovanni: "Il posto di ognuno". Un po' barocco (tre colpevoli invece che uno) ma avvincente. E ne ho scaricato un quarto, l'autunno del commissario Ricciardi: di cui non dico il titolo completo perché in barca sono (giustamente) superstizioso.
Da queste parti poi, come a Napoli, la superstizione poggia su un fondo solidissimo di mitologia e quindi è meglio non rischiare.
Io sono per metà ferrarese e metà napoletano (campano, dice il mio amico Rosario Strazzullo... ma il mio nonno ferrarese diceva semplicemente "napulitàn"), so che il destino non esiste e che proprio per questo è meglio non stuzzicarlo.
Dopo pranzo mi sono fatto prendere dall'ansia (motivata) del vento che aveva girato e siamo andati a spostare di nuovo Donna Rosa. Abbiamo salpato l'ancora sul lato sinistro di Aquarella e abbiamo calato l'ancora sul lato di dritta di Aquarella...
Ma la peggiore cosa a bordo è l'ansia.
Meglio sedarla con un buon sonno pomeridiano.
Ora sono le 19. Le ragazze fanno il bagno e poi la doccia e poi andremo a terra di nuovo per cenare: scegliendo tra arrosto di maiale con patate, agnello, melanzane ripiene, pasticcio di maccheroni al forno (pastitzio) e lasagne...
Ricordo che da bambino, al Lido degli Estensi, la famiglia svizzera che abitava nell'appartamento accanto al nostro il primo agosto accendeva dei lumini ed esponeva le bandierine rosse con la croce bianca per la festa nazionale. E a me (che ero lì dal 10 giugno assieme a mia sorella) pareva che l'estate e le vacanze fossero ormai alla fine.
Ora invece siamo appena all'inizio e la possiamo prendere con calma.
Sul nostro diario di bordo possiamo scrivere con piena consapevolezza (incrociando un minimo le dita), aujourd'hui rien...

Invidia, profonda invidia, smodata invidia, questo è il sentimento prevalente. Noi qui ancora presi nel gorgo del lavoro quotidiano, rattristati dalle notizie dei Tg, molestati da un clima assurdamente autunnale e con la prospettiva di una settimana in montagna ( e prego il dio del meteo che smetta di piovere almeno lassù).... L'unica luce in fondo al tunnel è la settimana in Molise, dove ci aspettano le Tremiti e spero uno scampolo d'estate.
RispondiEliminaPs: la vita in barca mi ricorda molto quella nel nostro vecchio camper, dove i problemi erano quotidiani , ma la meccanica rudimentale del mezzo permetteva a Graziano di risolverli facilmente, con grande gratificazione per la sua virilità.
Qui pare che oggi la temperatura si abbasserà un po' e si fermerà a 31...
EliminaÈ vero, ci sono gratificazioni che solo i maschi possono apprezzare.
In più in barca, il volere del comandante non può nemmeno essere messo in discussione! Qualcuno dovrebbe dirlo al mio equipaggio...