31 luglio (notte)
Gabriella è arrivata stanca ma puntuale con l'ultimo catamarano veloce da Atene. Anche se l'aereo di Easyjet portava un ritardo di 2 ore.
Messi i bagagli a bordo siamo andati subito da Mezé-Mezé a cena mentre tramontava la luna.
Abbiamo mangiato benissimo: zucchini fritti, formaggio greco alla piastra con limone e polpette al sugo di pomodoro. Karpuzi (anguria) offerta dalla casa.
Le ragazze hanno voluto effettivamente spostarsi in baia perché i caffé davanti alla barca avrebbero fatto chiasso fino a mezzanotte.
Ma sono state gentili: "solo se te la senti" hanno detto.
A uno come me, che con Donna Rosa ha fatto Mahon Carloforte tutt'una tirata (anche perché non c'è nessun posto dove fermarsi...), per non dire di Hammamet Trapani o di Crotone Leukade in 27 ore con mio nipote Giovanni.
Se c'era un modo di spingermi era proprio quello di dire "se te la senti".
Ho risposto che se le luci di via funzionavano saremmo andati: funzionavano tutte.
Così ho tolto gli ormeggi intorno alle 23.30.
Ho cercato di non accelerare il motore davanti al naso delle persone che stavano mangiando nelle trattorie sul lungo mare a due metri dalla nostra poppa. E mi sono tirato fuori a mano e con la la forza del corpo morto. E ho fatto un primo errore perché senza abbrivio il vento mi ha subito spinto sul cavo del corpo morto della barca affianco da cui mi sono sottratto con una retromarcia che mi ha tirato sul corpo morto della barca dall'altro lato. Ho aspettato che il vento mi drizzasse e in retromarcia veloce ne sono uscito ma sono stato molto fortunato.
La luna era tramontata e fuori dal paese non si vedeva molto.
Siamo finiti dopo una mezzora nella nostra baia che però era già piena di barche all'ancora che dondolavano nella brezza che veniva dal Peloponneso.
Non ci si vedeva nulla o quasi, a parte le poche luci di fonda in cima agli alberi.
Abbiamo gettato l'ancora sui 10 metri ma siamo accorti ben presto di essere molto vicini alla spiaggia, al di là della pista per lo sci d'acqua.
Il vento rinforzava e così, nell'incertezza mi sono preparato una cuccia nel pozzetto dove ho passato la notte guardando ogni tanto una piccola boa gialla che finché stava a poppavia di Donna Rosa voleva dire che non stavamo arando.
Ironia della sorte: siamo venuti per cercare il silenzio della baia ma al nostro bar un signore con chitarra e bouzouki ha cantato tra gli applausi fino all'una di notte!
Alla fine l'ancora ha tenuto e alle 6 sono rientrato a dormire di sotto.
Dal lettino si vedevano passare le prime nuvole dopo una settimana.
Alle 8 ho spostato l'ancora e sono andato a mettermi vicino ad "Aquarella", un'amica di Donna Rosa da un paio di stagioni.




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