Abbiamo iniziato a fare le cose che vanno fatte, senza fretta.
Una colazione abbondante, una spesa tra mercatino della frutta e supermarket.
In banchina abbiamo riempito il serbatoio dell'acqua e il frigo di bordo.
Abbiamo anche acceso il motore.
Il nuovo wc funziona benissimo.
Mr Vikos ci ha portato il nostro tender molto ben pulito.
Abbiamo fatto i conti da gennaio e saldato tutti i lavori fatti.
Gli diciamo che resteremo anche questo inverno nel suo rimessaggio.
Lui sorride.
Siamo pronti per partire ma non partiamo: non ancora.
Abbiamo fatto due passi sul lungo mare.
Ci sono alberi e panchine piene di lavori di lana.
Ma non sappiamo cosa significhino.
Pegni d'amore come i lucchetti attaccati ai ponti?
Cercheremo di capire.
Deciamo di fittare uno scooter per andare a far visita al tempio di Poseidone.
Lo troviamo per 25 h il giorno. Facciamo benzina, gonfiamo una ruota e torniamo in barca in scooter.
Ma fa troppo caldo per partire: meglio due insalate e un riposino.
Nel pomeriggio facciamo qualche lavoretto e poi partiamo.
Ci portiamo giacche a vento sottili perché pensiamo di tornare dopo cena, ma Vikos ci guarda perplesso.
Saliamo proseguendo la strada verso est, saliamo. Dopo la prima curva siamo avvolti da un profumo meraviglioso di pini marittimi, macchia mediterranea (forse mirto) e ogni tanto ondate di gelsomini.
Una meraviglia.
Dopo un paio di curve ci troviamo in alto sulle isolette e la baia dove c'è il cantiere di Vikos e dove sverna Donna Rosa.
Là in fondo, a destra delle barche alla boa si vedono gli alberi del cantiere (quello dove sta DR è il più a destra). Sulla spiaggia c'è anche una buona trattoria.
Proseguiamo salendo e costeggiando la grande baia a est dell'isola. Poi attraversiamo l'isola all'interno, tra tornanti e profumi. Fino al santuario di Poseidon che sta su un colle del lato nord dell'isola.
L'insediamento risale all'età del bronzo, il santuario al V secolo a.c..
I resti non sono interessanti ma la vista sul golfo Saronico eccezionale: dalla costa dell'Attica a Egina, Anghistri, Metana. Forse, in fondo, Salamina.
(Segue foto)
Scendendo dal colle del santuario siamo arrivati al mare in una incantevole baia a nord: secondo me accogliente solo quando non c'è meltemi, ma questa sera un paradiso.
Ci siamo fermati per un aperitivo e poi un paio di souvlaki e kebab.
Con la luce del sole al tramonto siamo ridiscesi verso Poros (io avendo indossato una giacca a vento leggera).
Arrivati a sud, a livello del mare abbiamo deviato verso ovest per vedere la "nostra" baia da terra, subito dopo il complesso alberghiero che guarda la città. La baia dove andiamo noi è quella dove c'è la pista dello sci nautico. È aperta ma riparata a nord ( che è la cosa importante).
C'è qualche barca alla fonda ma c'è molto posto.
Ci andremo domani, dopo aver restituito lo scooter.



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